Torna Carlo con una sua strepitosa Nota dal suo Substack...
(consiglio tutti di iscriversi intanto che è Gratuito) che analizza un argomento di grande impatto.
Perché leggere l'articolo
Un'analisi lucida e controcorrente dedicata a imprenditori, manager e investitori che vogliono superare l'hype del momento e capire come posizionarsi strategicamente per la vera trasformazione organizzativa.

Il focus della nota
C'è una frustrazione silenziosa che unisce molti imprenditori: a fronte di quattro anni di retorica sull'Intelligenza Artificiale che "avrebbe ribaltato il mondo", la realtà quotidiana parla di email scritte più velocemente e verbali riassunti in un clic. Il conto economico delle aziende reali, però, non se n’è ancora accorto.
Non è un'impressione sbagliata, è un dato di fatto confermato dai numeri (come il celebre studio del MIT sul GenAI Divide o i dati McKinsey). L'adozione è universale, ma l'impatto sull'EBIT è ancora un miraggio per oltre il 90% delle organizzazioni. L'AI sta fallendo? Tutt'altro. Sta solo seguendo una traiettoria storica già vista.
I punti chiave:
- Il Paradosso della Dinamo: Quando a fine '800 arrivò l'elettricità, la produttività delle fabbriche non aumentò per quarant'anni. Il motivo? Gli industriali si limitarono a sostituire il motore a vapore con uno elettrico, lasciando intatti i vecchi processi. La vera rivoluzione arrivò solo quando l'intera fabbrica fu riprogettata da zero attorno alla nuova tecnologia (unit drive).
- La Curva a J della produttività: Nei primi anni di una tecnologia trasformativa (General Purpose Technology), la produttività misurata scende o ristagna. Questo accade perché le aziende stanno investendo massicciamente in asset immateriali e costi occulti: ridisegnare i processi, formare le persone, cambiare l'organizzazione.
- Il doppio paradosso italiano: In Italia questa transizione si scontra con due dinamiche critiche: il forte ritardo delle PMI nell'adozione strutturale dell'AI e l'imminente, gigantesco passaggio generazionale di migliaia di imprese familiari guidate da over 70.
- Dove si sposterà il valore: Saper usare l'AI diventerà presto una commodity banale come saper usare Excel. Il vero vantaggio competitivo non andrà a chi sviluppa i modelli o a chi li usa passivamente, ma a chi avrà le competenze strategiche per riprogettare i flussi di lavoro valorizzando gli asset fisici e le relazioni reali.
In sintesi: L'AI non sta deludendo. Come la dinamo nel 1900, è semplicemente arrivata prima delle fabbriche capaci di usarla. La grande opportunità dei prossimi vent'anni non è aspettare che i modelli migliorino, ma capire quali aziende vale la pena ricostruire da zero.
UNA LETTURA STREPITOSA PER TUTTI PERCHE' TUTTI SIAMO COINVOLTI
